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Come orientare una casa in legno? Parliamo di architettura bioclimatica.

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Asse eliotermico di Parigi

Uno degli elementi fondamentali per la progettazione di una casa è la scelta dell’orientamento e delle viste (di cui parleremo in un altro articolo).

Molti sono gli studi, anche storici, su quale sia l’orientamento “migliore” da dare agli edifici di nuova costruzione e molteplici sono le variabili da considerare alle varie latitudini del nostro pianeta. È infatti immediato constatare che una casa costruita al circolo polare artico avrà di sicuro necessità di orientamento differenti rispetto ad una casa all’equatore. La stessa varietà di risposte alle diverse esigenze climatiche esiste in più sfumature anche tra Bolzano, Roma e Catania. La latitudine tuttavia da sola non basta, a tutto questo dobbiamo aggiungere considerazioni legate all’influenza dei venti, al contesto, alle viste da privilegiare…
Nei vecchi manuali di progettazione si consigliava di orientare gli affacci secondo l’asse eliotermico, cioè di disporre l’edificio sull’asse nord-sud. Questo permette infatti di avere un buon soleggiamento sulle due facciate principali dell’edificio.

Nel 1928 calcoli matematici più raffinati hanno permesso agli architetti Augustin-Rey e Barde e all’astronomo Pidoux di dire che, per esempio, considerando la latitudine di Parigi, l’asse nord-sud andasse ruotato di 19 gradi verso est. (Per chi volesse approfondire l’argomento rimandiamo al link: http://www.wikitecnica.com/asse-eliotermico/).

Si tratta di sicuro di astrazioni logiche interessanti, ma che, nel caso della casa singola, possono fuorviare.

Come dovremmo allora orientare la nostra nuova casa in legno e quali affacci dovremmo privilegiare?

 

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Gli elementi naturali di un sito fuori dai centri urbani: sole, acqua, vegetazione, orografia, venti e … le viste

Secondo l’architettura bioclimatica è necessario controllare gli elementi naturali del sito (il sole, il vento, l’acqua, il terreno, la vegetazione) per realizzare edifici termicamente efficienti in grado di soddisfare i requisiti di comfort termico, indipendentemente dall’uso di impianti di climatizzazione.

Un corretto orientamento ci permette infatti di risparmiare sulle bollette, riducendo i costi legati al riscaldamento e all’illuminazione.

Si tratta quindi di recuperare anche antiche conoscenze di buon senso, che nel secolo scorso si sono spesso abbandonate in nome di astrazioni formali o meglio di principi di speculazione edilizia che guardavano più allo sfruttamento economico della capacità edificatoria che alla qualità degli spazi di quello che veniva costruito.

Consideriamo ora di avere a disposizione un grande terreno in una campagna pianeggiante, senza particolari viste privilegiate o punti di riferimento.

In una situazione indifferenziata come quella sopra esposta i criteri di architettura bioclimatica ci consigliano di posizionare:

  • a SUD soggiorno e cucina, ovvero gli spazi più usati della casa, che normalmente hanno bisogno di luce e calore per buona parte della giornata.
  • a EST le camere da letto, così da permetterci di svegliarci in sintonia con il sorgere del sole. Il tepore di prima mattina ci consentirà di aprire le finestre per cambiare l’aria anche quando le temperature esterne sono più rigide e durante il periodo estivo avremo le camere fresche durante il giorno.
  • a NORD i servizi che non hanno bisogno di molta luce diretta (bagni, ripostiglio, ingresso, lavanderia, garage) e che durante la stagione fredda possono fungere da “cuscinetto termico” a protezione degli altri ambienti.
  • ad OVEST studio e/o laboratorio, così se lavorassimo di giorno a casa non avremmo una luce accecante. Nel caso lavorassimo in ufficio e tornassimo a casa presto potremmo invece goderci in tutto relax il calare del sole.
    Schema orientamento case bioclimatiche sull'asse est-ovest.

    Schema orientamento case bioclimatiche sull’asse est-ovest. Architettocaseinlegno.it

Questi sarebbero dunque gli orientamenti ideali dei locali di una casa che, secondo queste indicazioni, sarebbe realizzata in lunghezza sull’asse est-ovest.I principi del risparmio energetico ci dicono poi che la casa dovrebbe avere una configurazione compatta per disperdere la minima quantità di calore dalle pareti perimetrali. La forma della casa dovrebbe quindi essere il più vicino possibile ad un cubo (visto che la sfera, che sarebbe perfetta poiché ha la minor superficie disperdente, non è compatibile con una normale progettazione residenziale). Questo naturalmente facendo solo considerazioni bioclimatiche, ma una casa ha bisogno di soddisfare anche altre esigenze tra cui quelle estetiche.

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Tabella orientamento case bioclimatiche sull’asse est-ovest. Architettocaseinlegno.it

È indispensabile introdurre a questo punto anche un ragionamento sulle condizioni termiche della regione in cui andremo a costruire la nostra nuova abitazione. Nelle fasce a clima temperato, come la nostra, si distinguono tre fasi termiche a cui corrispondono diversi requisiti che andranno a caratterizzare il nostro edificio:

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GRANDI VETRATE – ABW architetti associati, Edificio Plurifamiliare in Classe A a San Martino Buon Albergo (Verona)

  • INVERNO In inverno occorre favorire l’irraggiamento solare sulle finestre per riscaldare gli ambienti interni. L’involucro deve avere un elevato isolamento termico per conservare al meglio il calore assorbito grazie ai cosiddetti “apporti calorici passivi”.
  • ESTATE Durante la stagione estiva occorre proteggere l’edificio (ed in primis le sue superfici vetrate) dall’irraggiamento solare con dei sistemi di ombreggiamento e schermature. È bene avere involucri di massa elevata che garantiscano una buona inerzia termica, e favoriscano la ventilazione naturale dell’edificio con pareti, tetti ventilati e ventilazioni incrociate.
  • MEZZA STAGIONE La mezza stagione richiede la combinazione di soluzioni flessibili in grado di mitigare gli eccessi utilizzando metodi naturali per raffrescare e riscaldare.
SCHERMATURE SOLARI REGOLABILI - ABW architetti associati, Edificio Plurifamiliare in Classe A a San Martino Buon Albergo (Verona)

SCHERMATURE SOLARI REGOLABILI – ABW architetti associati, Edificio Plurifamiliare in Classe A a San Martino Buon Albergo (Verona)

Nella realtà capita però poche volte, almeno in Italia, di avere un grande terreno pianeggiante di campagna su cui realizzare una casa disposta come abbiamo descritto sopra.

Ci troviamo spesso di fronte, infatti, a vincoli dati dal contesto che ci obbligano a trovare dei compromessi tra la teoria progettuale e la realtà dei luoghi.

Quali sono in genere questi vincoli che possono stravolgere o modificare queste linee guida?

Sono davvero moltissimi e ve ne elenchiamo solo alcuni: dimensioni del lotto particolari, orientamento del lotto, distanze dai confini ed edifici limitrofi, posizione degli accessi pedonali e carrabili, viste particolari da privilegiare, pendenza del terreno, realizzazione di piscine, ombreggiamenti dati da edifici circostanti, strade rumorose, particolari vincoli dovuti a regolamenti locali, ecc.
E, detto fra noi, una casa compatta, rettangolare e su due piani non è poi così emozionante…

Quindi? Come dovremmo gestire la questione dell’orientamento pensando alla nostra nuova casa?

Spesso gli edifici più belli sono anche quelli più sofferti; le case più interessanti non sono quelle posti in luoghi indifferenziati, ma quelle che si sviluppano cercando di trasformare i vincoli e i limiti del luogo in loro punti di forza.

Tutto dipende insomma dalla capacità del progettista di ascoltare le esigenze funzionali espresse del cliente e di fonderle con il superamento dei vincoli del contesto e con i principi dell’architettura bioclimatica. Qui è davvero il progettista, con la sua preparazione e la sua passione, a fare la differenza.

La questione dell’orientamento insomma è importante, ma è soltanto uno dei molteplici fattori da considerare nella realizzazione del progetto.

Una casa bella, confortevole e sostenibile è il frutto di un mix che tiene conto di quanti più fattori possibile, dove niente è casuale e tutto nasce da un progetto studiato, pensato e amato.